Ludopatia

Ludopatia Bologna

Quando giocare diventa un problema

Inserito tra i disturbi di dipendenza, il gioco d'azzardo diventa maladattivo o patologico quando la persona risulta eccessivamente assorbita dalle attività inerenti al gioco, ha bisogno di giocare sempre maggiori quantità di denaro per provare eccitazione, tenta, invano e con grande irritabilità o irrequietezza, di interrompere o ridurre il gioco, che gli conferisce l'illusione di sfuggire ai problemi, di alleviare un umore alterato, di creare uno stato emotivo e mentale sospeso, distante dal proprio sé e dalla propria realtà spesso problematica; dopo avere perso, la persona torna ancora a giocare nella speranza di rincorrere le proprie perdite, spesso mentendo ai familiari nel tentativo di occultare l'entità del proprio coinvolgimento nel gioco, e commettendo anche azioni illegali volte a finanziare il gioco stesso. Spesso conseguono drammatici effetti  pragmatici che consistono nel  perdere relazioni significative, lavoro e anche la casa, in seguito ai  non rari indebitamenti.

Il gioco da abitudine è diventato un vero stile di vita. La persona è sempre più motivata a giocare dalla speranza di guadagnare denaro, dal cercare di “rifarsi” nel tentativo di recuperare le perdite subite; è convinta che il caso, il fato e la fortuna possano essere controllati, e di essere in grado di prevedere l'esito del gioco, creando nessi fittizi e all'insegna dell'autoinganno tra eventi precedenti assolutamente indipendenti. L'illusione di controllo, di prevedibilità degli eventi  risiedono in una sorta di pensiero magico, accompagnato a una convinzione di destrezza che rafforza la propria credenza di avere la meglio sul fato. Questi elementi, uniti a una memoria selettiva, per cui il giocatore ricorda solo le vincite, rappresentano percezioni erronee, trappole cognitive che diventano l'oggetto di lavoro di un trattamento con il giocatore. Il terapeuta deve arrivare piano piano a demolire le convinzioni erronee su cui si è costruito e strutturato il problema e la forma mentis del giocatore, partendo dall'instillare il dubbio nelle certezze dello stesso. Accanto a un lavoro più centrato sul gioco, ci si focalizza inoltre sull'aspetto emotivo e relazionale, per aiutare la persona a prendere consapevolezza di quegli stati emotivi, quelle tensioni personali e interpersonali che il giocatore stesso soffocava nell'attività ludica, portandolo a  sperimentare in modo sempre  più mirato la propria competenza nel  riconoscere le emozioni, gestirle, promuovendo anche una  sensazione di maggiore fiducia in sé,  autostima e un senso di autoefficacia personale.
Il trattamento del giocatore di azzardo prevede spesso anche un intervento sui familiari, sia rispetto alla gestione della problematica inerente al gioco, sia rispetto alla generazione di una nuova modalità di relazione sempre più funzionale e all'  insegna del recupero di una fiducia che il gioco aveva assolutamente compromesso.

Terapia individuale

Ansia, attacchi di panico e fobie

Depressione

Orientamento sessuale

Problemi interpersonali

Problemi di coppia

Dipendenze patologiche

Dipendenza affettiva

Gestione degli eventi traumatici